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Il basso elettrico nasce con la necessità di creare uno strumento che potesse sostituire l'ingombrante contrabbasso. Corre il 1951 quando Leo Fender dà alla luce il basso elettrico,dandogli il nome "PRECISION" per via delle barrette che permettevano al musicista una maggiore precisione nel suonarlo rispetto al contrabbasso. Nonostante altri costruttori comincino a produrre bassi elettrici, il nome "basso FENDER" viene applicato a tutti i bassi, indifferentemente dal nome del produttore. Dal 1951 in poi il basso subisce una continua evoluzione sia per quanto riguarda le parti meccaniche, la qualità del suono, gli accessori, sia per quanto riguarda il perfezionamento della tecnica individuale. Cominciano ad uscire i primi albums a nome di bassisti elettrici, si impongono  nella scena musicale i vari STANLEY CLARKE, JACO PASTORIUS, seguiti da MARCUS MILLER, JOHN PATTITUCCI, JIMMY HASLIP. Altri bassisti che portano lo strumento ad altissimi livelli tecnici ed espressivi sono ancora: ABRAHAM LABORIEL, MARK KING, NEIL JASON, ALAIN CARON, BILLY SHEEHAN, JONAS HELLBORG, ecc...(cito solo alcuni di loro, altrimenti   la lista sarebbe lunghissima). Seguendo l'esempio di Jaco Pastorius, molti musicisti cominciano ad utilizzare il basso "FRETLESS", privo di barette. Nascono diversi stili e diverse tecniche, tra cui la tecnica "THUMB SLAP AND PULL" o "SLAPPING AND POPPING" o più comunemente chiamata "SLAP" o tecnica del pollice, portata all'esasperazione da Stanley Clarke e Marcus Miller, teniche di armonici artificiali, ghost notes, il tapping (seguendo l'esempio dei chitarristi). L'effettistica viene a far parte sempre maggiormente degli accessori dei bassisti Digital Delays, Compressori, pedalini Fuzz, pedaliere varie sino alla leva di Billy Sheehan; la tecnologia entra  nella musica dei bassisti. In conclusione il basso, pur essendo uno strumento giovane, ha subito una notevole evoluzione e un altrettanto notevole percorso espressivo in breve tempo e necessita, al pari di altri strumenti con secoli di storia e studi alle spalle, di uno studio metodico e approfondito senza però perdersi nella tecnica fine a se stessa.

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